Cgia, l’indebitamento delle famiglie italiane cresce del 36,4%
Una delle conseguenze della crisi è l’aumento dell’indebitamento. Da un lato le famiglie più povere sono infatti costrette a richiedere dei prestiti per far fronte alle spese quotidiane, dall’altro i ceti più abbienti approfittano della situazione e richiedono contante per stipulare mutui e fare investimenti immobiliari.
Secondo la rilevazione della Cgia – associazione artigiani e piccole imprese – le famiglie italiane sono sempre più indebitate e dal 2008 al 2011 il livello di indebitamento è aumentato del 36,4%. Sempre più famiglie sono quindi costrette ad attingere prima dai risparmi, custoditi di frequente presso un conto online o tradizionale, e a rivolgersi poi alle banche per ottenere un prestito. La media di indebitamento di ciascuna famiglia italiana è di 19.981 euro e il picco si attesta a Roma con 29.287 euro. A seguire le famiglie di Lodi e di Milano. Meno indebitate, invece, le famiglie del Sud. Ad Ogliastra, ad esempio, il debito medio familiare è di 8.593. La provincia che dal 2008 ha avuto il maggior incremento di prestiti è Livorno, che ha raggiunto il 57,1% in più; seguono Grosseto e Asti. Complessivamente le famiglie italiane sono indebitate per più di 503 miliardi di euro.
“In linea generale – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – abbiamo riscontrato che l’incidenza del debito sul reddito familiare è maggiore tra i nuclei con disponibilità economiche medio-basse. Appare evidente che il perdurare della crisi rischia di accentuare questa situazione. Inoltre, abbiamo appurato che la situazione economica delle famiglie meno abbienti residenti nelle grandi aree metropolitane è mediamente peggiore di quella registrata dai nuclei ubicati nelle realtà urbane medio piccole. Infatti, a parità di reddito, nelle piccole realtà urbane la crisi si sente meno perché il costo della vita è inferiore”.















