Cade il segreto bancario
Il governo Monti intende risanare i conti dello stato con una manovra che nel triennio 2012-2014 dovrebbe portare all’erario circa 105 miliardi di euro. Chiaramente, oltre alle numerose imposte che entreranno a regime fin dal 2012, uno degli interventi più attesi e più urgenti riguarda l’evasione fiscale.
Si stima che ogni anno il danno arrecato dall’evasione assommi a circa 120 miliardi. E dopo le tante promesse del governo Prodi prima e del governo Berlusconi dopo, ora è giunto il momento di stringere i controlli dell’Agenzia delle Entrate e colpire i grandi e piccoli evasori. Dal piccolo commerciante che non emette scontrino o fattura, al milionario che da bordo del suo yacht ormeggiato in Sardegna dichiara al fisco di essere nullatenente.
La prima misura introdotta da questo governo tecnico riguarda la tracciabilità del denaro. Il decreto Monti abbassa da 2.500 a 1.000 euro il tetto per l’utilizzo del contante.
Subito dopo, il secondo punto della manovra riguarda il segreto bancario. Infatti, già a partire dal 2012 scatterà l’obbligo per istituti di credito e altri intermediari finanziari di trasmettere alla pubblica amministrazione le informazioni sui movimenti dei propri clienti. Questo provvedimento è volto ad agevolare i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e delle Fiamme Gialle.
I funzionari statali potranno così incrociare questi dati, con quelli delle dichiarazioni dei redditi e grazie a un accordo congiunto anche con gli enti previdenziali (come l’Inps), si potrà completare il quadro retributivo di un cittadino italiano corredando la sua scheda con i dati sulle prestazioni socio-assistenziali e sulle agevolazioni di invalidità.
Dunque, una delle norme più importanti della nuova manovra varata dal governo Monti, consentirà la capillarità dei controlli, a scapito della segretezza dei dati bancari. Non a caso, anche le nuove tassazioni sui conti deposito titoli e sulle altre rendite finanziarie contribuiranno a raggiungere l’obiettivo di raggranellare maggiori entrare per far fronte agli interessi sul debito.















