Conti correnti più protetti: 13 mesi per contestare gli addebiti
Nuove regole per i rimborsi in caso di anomalie. Imprese e consumatori alle prese con addebiti anomali sul conto corrente possono sentirsi più sicuri. Da poco infatti sono state varate nuove norme, in linea con la direttiva europea sui servizi di pagamento. Un intervento previsto dalla Payment service directive, con l’obiettivo di disciplinare le procedure per gli addebiti diretti e gli incassi. Ora i clienti avranno più tempo per segnalare alla propria banca eventuali problemi riguardanti le transazioni e per chiedere il rimborso.
I tempi variano in relazione al caso singolo. Nel caso ci si accorgesse di un pagamento non autorizzato o svolto in modo inesatto è possibile comunicare l’anomalia entro 13 mesi dalla data di addebito. La banca dovrà controllare se l’operazione di pagamento sia avvenuta effettivamente in modo scorretto e dovrà farsi carico di tale controllo. Diversamente, nel caso in cui l’operazione sia stata autorizzata in via preventiva dal cliente (vedi i casi di domiciliazione di bollette sul conto corrente), sarà possibile richiedere ugualmente il rimborso, ma non oltre le 8 settimane dalla data di addebito. Questo però solo se l’importo da versare supera ciò che il pagatore poteva ragionevolmente attendersi a partire dal suo precedente modello di spesa.
Una situazione migliorativa. Prima dell’introduzione di questa norma i limiti erano decisamente più ristretti. Due mesi dal ricevimento dell’estratto conto per le operazioni non autorizzate e 5 giorni dall’addebito per le bollette pazze.
Tra le altre novità introdotte ci sono quelle che riguardano le modalità di ricorso. Se inizialmente infatti si doveva inoltrare la richiesta direttamente alla società che aveva emesso bolletta, ora ci si può rivolgere direttamente alla banca.
Non c’è dubbio, con queste novità, contestare un addebito indesiderato è diventato decisamente più semplice.















